Permira verso l’esclusiva per l’ingresso in Rina

Il fondo internazionale di private equity Permira si avvia verso la fase cruciale del processo competitivo per l’acquisizione della partecipazione detenuta dal Fondo Italiano d’Investimento (FII) nel capitale di Rina, il gruppo genovese leader nei servizi di certificazione, ispezione, testing e consulenza ingegneristica. Secondo quanto emerge da indiscrezioni, il fondo anglosassone sarebbe attualmente in pole position rispetto agli altri operatori rimasti in gara, fra i quali Blackstone e Bain Capital, e potrebbe ottenere nei prossimi giorni un periodo di esclusiva per negoziare l’acquisto della quota, pari a poco più del 33% del capitale, detenuta da FII attraverso una società veicolo. Nella compagine Registro Italiano Navale resta l’azionista di maggioranza e detiene circa il 64,5%. Al lavoro sono gli advisor Bank of America, per conto del Fondo Italiano d’Investimento, e Lazard, consulente storico dell’azienda. Per Permira si tratterebbe di un’operazione coerente con la propria strategia di investimento, sempre più orientata verso aziende leader di mercato caratterizzate da forte internazionalizzazione, elevata qualità del management e possibilità di accelerare la crescita attraverso investimenti organici e acquisizioni. Pur essendo storicamente conosciuto per i grandi investimenti nel consumer e nel lusso, il fondo, guidato in Italia da Giorgio Dinaro, negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione anche verso settori ad alto contenuto tecnologico e servizi. Qualora l’esclusiva fosse confermata, si aprirebbe la fase finale delle negoziazioni con il Fondo Italiano d’Investimento, finalizzata a definire la struttura dell’operazione, gli accordi di governance e il piano di sviluppo della società. Il passaggio chiave è atteso il 30 luglio, quando il Cda del Fondo Italiano d’Investimento sarà chiamato a esaminare gli esiti della procedura competitiva e, salvo sviluppi dell’ultima ora, a deliberare l’avvio del negoziato in esclusiva con l’investitore internazionale. Rina si è progressivamente affermata come uno dei principali operatori europei nei servizi di testing, inspection, certification e consulenza ingegneristica, un comparto caratterizzato da forte specializzazione. Negli ultimi anni il gruppo ha intrapreso un profondo percorso di trasformazione del modello di business: è passato infatti da storico leader nella classificazione navale a piattaforma internazionale di servizi professionali ad alto valore aggiunto, con una crescente esposizione, soprattutto all’estero, ai segmenti dell’ingegneria, delle infrastrutture, dell’energia, della digitalizzazione. Il percorso di crescita si è riflesso anche nei principali indicatori economico-finanziari. Rina ha ormai raggiunto un volume d’affari prossimo al miliardo di euro, con un Ebitda di circa 138 milioni e un utile netto superiore ai 30 milioni. L’azienda ha confermato una redditività in miglioramento. L’operazione si inserisce nel più ampio percorso di riposizionamento avviato dal Fondo Italiano d’Investimento, che negli ultimi mesi ha avviato una revisione del proprio portafoglio partecipazioni nell’ambito del nuovo piano strategico. In questo contesto, la valorizzazione della quota in Rina rappresenta una delle operazioni destinate a concretizzare la strategia delineata dal management guidato dall’amministratore delegato Domenico Lombardi, orientata ad accelerare la rotazione degli asset maturi, liberare risorse finanziarie e riallocare capitale verso nuovi investimenti a sostegno della competitività del sistema produttivo italiano.

Fondo Italiano d’Investimento SGR

Nata nel 2010 su iniziativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e partecipata da CDP Equity, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Fondazione ENPAM, Fondazione ENPAIA, ABI, Banco BPM e BPER Banca, Fondo Italiano d’Investimento SGR ha come principale obiettivo la gestione di fondi mobiliari chiusi dedicati a far confluire capitali verso il sistema delle imprese italiane d’eccellenza, coniugando finalità di ritorno sul capitale investito, in linea con i benchmark internazionali, con quelle di sviluppo del sistema produttivo italiano. Fondo Italiano gestisce 21 fondi di investimento mobiliari chiusi riservati a investitori qualificati, per oltre 4 miliardi di euro e opera attraverso investimenti diretti e indiretti (fondi di fondi). Fondo Italiano considera la sostenibilità un valore fondamentale ed è impegnata a integrare i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle proprie attività di investimento.

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