MF 24/07/2026
Sono previsti 300 milioni per gli investimenti immobiliari e 600 milioni per il capitale delle imprese. «Con questo strumento dotiamo il Paese di un elemento stabile di politica industriale», commenta il ministro Urso, titolare del Mimit.
Entra nella fase operativa il Fnmi-Fondo nazionale del Made in Italy, istituito dalla legge quadro sul Made in Italy (legge n. 206 del 27 dicembre 2023) promossa dal Mimit-Ministero delle imprese e del Made in Italy e attuato in collaborazione con il Mef-Ministero dell’economia e delle finanze. Con una dotazione complessiva di 900 milioni di euro, la manovra punta a sostenere gli investimenti nelle filiere considerate strategiche, con un focus particolare sulle materie prime critiche. La gestione dei due comparti del fondo è stata affidata a Invimit per il Fondo real asset e a Fondo italiano d’investimento per il Fondo imprese, dando così avvio agli interventi previsti. «Con questo fondo dotiamo il Paese di uno strumento stabile di politica industriale, capace di sostenere la crescita delle imprese e rafforzare le filiere strategiche, a partire da quella delle materie prime critiche», ha dichiarato il ministro Adolfo Urso. Nel dettaglio, il Fondo real asset, con una dotazione di 300 milioni di euro, sarà destinato agli investimenti nella componente immobiliare delle filiere strategiche nazionali. Il Fondo imprese, invece, potrà contare su 600 milioni di euro per realizzare investimenti diretti e indiretti nel capitale delle aziende attive nei comparti individuati, secondo logiche di mercato. Tra gli ambiti prioritari rientra l’intera catena del valore delle materie prime critiche, dall’estrazione alla trasformazione, dalla lavorazione alla distribuzione, fino ai processi di riciclo e riuso. Il Fondo potrà inoltre sostenere ulteriori settori strategici individuati dal Comitato tecnico strategico istituito presso il Mimit, con l’obiettivo di creare un effetto leva tra risorse pubbliche e capitali privati.