Un rallentamento della domanda negli alberghi nelle città, non sorprendente, contrapposta a una normalità di prenotazioni nelle località balneari, probabilmente dovuta anche al fatto che chi pensava a un viaggio a lunga destinazione per quest’anno preferisce non allontanarsi troppo da casa. I primi dieci giorni dall’inizio del conflitto in Iran, nelle dinamiche del gruppo alberghiero veneziano Hnh Hospitality, hanno generato in prima battuta questo effetto. A parlarne ieri è stato l’amministratore delegato, Luca Boccato (nella foto) , presentando il bilancio d’esercizio 2024-’25. Il periodo s’è chiuso con il 31 ottobre e ha fatto registrare ricavi in crescita del 3,5% a 117,3 milioni, un Ebitda sul fatturato cresciuto al 15,3% dal 14,4% dei precedenti dodici mesi, pari a 18,6 milioni, con un utile netto di 4,4 milioni. «Il budget a cui puntiamo quest’anno è di 140 milioni – prosegue l’ad – e possiamo dire di essere in linea, se non in lieve miglioramento, sulle attese». Ciò anche perché da giugno 2025 è entrato a far parte del gruppo l’Hotel Leon d’Oro di Verona, pur se fermo un anno per ristrutturazione. Sempre da Verona buone notizie dalla formula Extended Stay di Homy Livia Verona, prima struttura ad aprire al pubblico con 23 appartamenti nel cuore del centro storico. «L’ambizione è di attrarre il viaggiatore d’affari con buona capacità di spesa e la necessità di soffermarsi a lungo. Per il momento – prosegue Boccato – abbiamo riscontrato il gradimento di famiglie che cercano un soggiorno in città meno servito e più autosufficiente. È un modello che abbiamo intenzione di replicare in altre città d’arte». Rispetto al tallone d’Achille della difficoltà nell’attrarre forza lavoro adeguata e in misura sufficiente, la situazione pare andare a normalizzarsi: «Di queste persone dobbiamo occuparci di più. Passando ad esempio da uno a due giorni di riposo la settimana e provvedendo ad alloggi che non siano solo decorosi, ma di buona qualità. Per questo – aggiunge ancora il manager – a Jesolo abbiamo acquistato una palazzina con 11 appartamenti per una ventina dei nostri 120 lavoratori a termine sui 150 totali. È un investimento di lungo periodo: puntiamo ad avere meno difficoltà, ogni anno, a ricostruire la squadra».
HNH punta a 140 milioni di fatturato nel 2026
Fondo Italiano d’Investimento SGR
Nata nel 2010 su iniziativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e partecipata da CDP Equity, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Fondazione ENPAM, Fondazione ENPAIA, ABI, Banco BPM e BPER Banca, Fondo Italiano d’Investimento SGR ha come principale obiettivo la gestione di fondi mobiliari chiusi dedicati a far confluire capitali verso il sistema delle imprese italiane d’eccellenza, coniugando finalità di ritorno sul capitale investito, in linea con i benchmark internazionali, con quelle di sviluppo del sistema produttivo italiano. Fondo Italiano gestisce 21 fondi di investimento mobiliari chiusi riservati a investitori qualificati, per oltre 4 miliardi di euro e opera attraverso investimenti diretti e indiretti (fondi di fondi). Fondo Italiano considera la sostenibilità un valore fondamentale ed è impegnata a integrare i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle proprie attività di investimento.
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