Il Messaggero 23/10/2026
L’INIZIATIVA
Nel 2026 fissato l’obiettivo di raccolta complessivo a 2 miliardi Il piano strategico al 2030 prevede il lancio di otto nuovi veicoliROMA Il Fondo Italiano di Investimento è pronto a lanciare un nuovo fondo diretto di debito che dovrà essere complementare al credito bancario. L’iniziativa sarà presentata la prossima settimana in Abi, ha annunciato l’amministratore delegato della sgr, Domenico Lombardi, in occasione dell’Annual Meeting 2026 che si è tenuto ieri a Roma, aperto dal ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso. Lo strumento è uno dei capisaldi del piano strategico del Fondo. La capienza del nuovo veicolo sarà di almeno 500 milioni con l’obiettivo di investire in strumenti di debito delle piccole e medie imprese italiane. La nuova iniziativa va ad aggiungersi alle frecce nella faretra a disposizione della società guidata da Lombardi e presieduta da Barbara Poggiali per sostenere e far crescere le filiere strategiche del Made in Italy. «Attraverso il lancio di otto nuovi fondi, il raggiungimento di circa 5,5 miliardi di euro di capital commitment entro il 2030, puntiamo ad ampliare la nostra capacità di mobilitare capitali», ha sottolineato Lombardi. Quest’anno la sgr ha in corso iniziative che, tra fondi diretti e indiretti, hanno come obiettivo di raccolta circa 2 miliardi di euro. Nel dettaglio si tratta di quattro strumenti. Il progetto più grande è il Fondo per le filiere strategiche con un target fino a 800 milioni. Circa 600 milioni saranno invece le risorse del Fondo nazionale per il Made in Italy. Completano il quadro due fondi dei fondi di private debt e per gli investimenti ad impatto. Al centro del dibattito c’è stata la volontà di attrarre e mobilitare capitali indirizzandoli verso l’economia reale. Lo hanno sottolineato con parole diverse sia l’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, sia l’ad di Bnl, Elena Goitini. Sul ruolo centrale delle filiere nazionali, anche in chiave di programmi internazionali, si sono concentrati, Pierroberto Folgiero, ceo di Fincantieri, e Lorenzo Mariani, ad di Leonardo. Gli altri temi chiave sono l’energia e il digitale. «Occorre far leva su una pluralità di fonti», ha spiegato l’ad di Snam, Agostino Scornajenchi. La catena di fornitura «è diventata una componente della sicurezza energetica del Paese», ha aggiunto Pasqualino Monti, ad di Terna. Conclude Liviana Forza, amministratore delegato di Isoclima Group: «Per sostenere la crescita è essenziale continuare a investire in innovazione, ma anche in capacità e competenze industriali radicate sul territorio».