FII, fondo da 1 miliardo per le filiere strategiche

La sgr vara il nuovo piano 2026- 2030 che prevede il lancio di otto veicoli Focus sul credito privato e sul rafforzamento della struttura operativa

LE COMMISSIONI OLTRE I 39 MILIONI

L’AD LOMBARDI: «VOGLIAMO MOBILITARE CAPITALI PAZIENTI PER L’ECONOMIA REALE»

Pmi e filiere produttive strategiche sono al centro del nuovo piano del Fondo d’Investimento Italiano. Nel corso del quinquennio, la sgr guidata dallo scorso ottobre da Domenico Lombardi e presieduta da Barbara Poggiali, che ha in gestione 4,3 miliardi di euro, intende rafforzare il suo ruolo di piattaforma di riferimento per lo sviluppo del private capital nel Paese. Il piano prevede, inoltre, di ampliare la propria offerta sia con strategie d’investimento dirette sia indirette e rafforzare la propria struttura operativa attraverso una governance più snella e con nuove competenze sui settori che il fondo intende sostenere.

GLI STRUMENTI

Uno dei tasselli chiave sarà il lancio di un nuovo fondo dedicato alla crescita delle filiere strategiche con un obiettivo di raccolta da 1 miliardo. Il veicolo dovrà finanziare comparti chiave per la crescita e l’industria nazionale: transizione energetica, spazio e aeronautica, terre rare, meccanica navale. Il veicolo è uno degli otto fondi, tra nuovi strumenti e generazioni successive di fondi già in essere, che la sgr lancerà nel corso del piano con un impegno di capitale da 4,9 miliardi e che porteranno le commissioni a crescere oltre la soglia dei 39 milioni di euro. L’utile ante-imposte è atteso sopra i 5 milioni di euro al 2030 (con un rapporto tra utile ante-imposte e commissioni al 13%), sostenuto dall’ampliamento dei prodotti, l’espansione in nuovi mercati e l’efficientamento dei costi. «La strategia 2026-2030 rappresenta un passo decisivo nella traiettoria di crescita di Fondo Italiano d’Investimento: vogliamo consolidarci come punto di riferimento del private capital e come piattaforma capace di mobilitare capitali pazienti a sostegno dell’economia reale», ha commentato Lombardi. Per indirizzare il debito diretto privato verso il sistema produttivo, Fii Sgr lancerà quindi un nuovo strumento, chiamato “Flexible Capital”, con lo scopo di fornire alle piccole e medie imprese strumenti di finanziamento flessibili. «Vogliamo generare ritorni di mercato e valore per il Paese», ha aggiunto l’amministratore delegato della sgr nata nel 2010 e che oggi gestisce 21 fondi di investimento mobiliari chiusi, riservati agli investitori qualificati. Questa strategia si basa su tre leve: rapidità, soluzioni innovative, guardando anche ai fattori Esg, ossia che tengono in considerazione il sociale e la sostenibilità, e responsabilità nelle scelte di investimento, ha aggiunto Lombardi. Il piano «si pone l’obiettivo di intervenire in modo mirato per sostenere la competitività del sistema industriale nazionale e rafforzare le filiere produttive strategiche», ha aggiunto la presidente Poggiali, «attraverso la promozione di processi di rafforzamento e crescita dimensionale, intendiamo favorire e supportare la creazione di operatori nazionali più solidi e in grado di competere, in Italia e all’estero, con un approccio sostenibile e di lungo periodo». In questa direzione si muovono gli strumenti indiretti, con veicoli dedicati alla sostenibilità, tra cui il fondo dei fondi Impact II, dedicato a orientare i capitali verso progetti con ricadute positive su ambiente, cittadini e comunità locali. All’interno di questa cornice l’agricoltura sostenibile, le tecnologie green, l’healthcare e la formazione saranno settori prioritari nella politiche d’investimento.

L’ORGANIZZAZIONE

Per attuare al meglio il piano, spiega una nota, è previsto anche il rafforzamento della struttura operativa. Non si parla soltanto di una governance più snella e di competenze. Tra le novità, ci sarà la creazione di un talent pool trasversale per profili junior in grado di rispondere in maniera più efficace ai fabbisogni dei team di investimento e, al tempo stesso, promuovere la crescita professionale delle risorse interne. Il tutto con l’obiettivo di velocizzare l’esecuzione.

I NUMERI

4,3 in miliardi di euro gli asset in gestione della sgr e 90 in miliardi è il fatturato aggregato delle 900 aziende su cui FII investe

Fondo Italiano d’Investimento SGR

Nata nel 2010 su iniziativa del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e partecipata da CDP Equity, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Fondazione ENPAM, Fondazione ENPAIA, ABI, Banco BPM e BPER Banca, Fondo Italiano d’Investimento SGR ha come principale obiettivo la gestione di fondi mobiliari chiusi dedicati a far confluire capitali verso il sistema delle imprese italiane d’eccellenza, coniugando finalità di ritorno sul capitale investito, in linea con i benchmark internazionali, con quelle di sviluppo del sistema produttivo italiano. Fondo Italiano gestisce 21 fondi di investimento mobiliari chiusi riservati a investitori qualificati, per oltre 4 miliardi di euro e opera attraverso investimenti diretti e indiretti (fondi di fondi). Fondo Italiano considera la sostenibilità un valore fondamentale ed è impegnata a integrare i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle proprie attività di investimento.

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