Libero 23/10/2026
Dal Fondo italiano d’investimento 2 miliardi su energia, aerospazio, mare e materie critiche
Circa 2 miliardi di euro tra fondi diretti eindiretti èquesto l’obiettivo di raccolta complessiva delle iniziative avviate nel 2026 da Fondo italiano d’investimento illustrato ieri in occasione dell’«Annual General Meeting». Le iniziative convergono soprattutto sulle filiere considerate strategiche per la competitività delPaese come l’energia, la transizione energetica, l’aerospazio edifesa, la navalmeccanica e blue economy e le materie prime critiche, affiancate da un intervento trasversale sulla digitalizzazione e da un ampliamento delle fonti di finanziamento alternative al credito bancario a disposizione delle piccole medie imprese. Nel dettaglio, il Fondo filiere strategiche con un target di raccolta fino a 800 milioni di euro, si concentrerà sui settori di energia e della transizione energetica, della navalmeccanica e della blue economy, dell’aerospazio e della difesa e dell’approvvigionamento di materie critiche. Il Fondo imprese, veicolo del Fondo Nazionale delMade in Italy, metteinveceadisposizione 600 milioni per la crescita e il rilancio delle filiere, con particolare attenzione a transizione energetica, digitalizzazione e materie prime critiche. Il Fof private debt Italia III con un target di 300 milioni di euro, punta ad ampliare le fonti di finanziamento alternative al credito bancario. Il Fof impact II con un target di 200 milioni, é poi dedicato a investimenti con rendimenti di mercato e benefici sociali e ambientali misurabili. «Le iniziative già avviate nel 2026, per circa 2 miliardi di euro, rappresentano una prima e concreta manifestazione della nostra capacità di esecuzione e dell’ambizione che ispira questo percorso» ha dichiarato ieri Domenico Lombardi, amministratore delegato di Fondo italiano d’Investimento. «Dall’inizio del mandato, il nostro Governo ha considerato la stabilità macroeconomica e la solidità dei conti pubblici condizioni essenziali per la crescita. Abbiamo lavorato per rafforzare credibilità, prevedibilità e fiducia. Mala stabilità non è il punto di arrivo: deve essere il nuovo punto di partenza. Serve trasformare quella fiducia in maggiori investimenti, il risparmio in maggior capitale e il capitale in imprese più forti». Così ieri il premier, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato all’appuntamento del Fondo Italiano d’Investimento, sottolineando che «questo appuntamento ci invita a riflettere su una questione decisiva, ossia come trasformare la ricchezza dell’Italia in maggiore forza industriale». «lI Fondo italiano di investimento sta diventando sempre più un Fondo di sistema per lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane» ha deto ieri il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso aggiungendo che «il Fondo è il motore di oltre 900 imprese italiane, che insieme generano più di 90 milioni di fatturato e danno lavoro aoltre 350mila persone». A intervenire è stato pure l’ad Dario Scannapieco, della sgr controllata da Cdp :«Serve canalizzare il risparmio verso forme di investimento che poi sostengono la crescita èuna cosa molto importante».