Il Sole 24 Ore 23/07/2026
Made in ItalyAl Fondo Real Asset 300 milioni, al Fondo Imprese 600 milioni ‘Urso: «Uno strumento capace di sostenere la crescita delle imprese e rafforzare le filiere strategiche»ROMA Ci sono voluti quasi tre anni, un decreto attuativo, due gare pubbliche e la riduzione della dotazione da un miliardo a 900 milioni, ma il Fondo nazionale del made in Italy è finalmente operativo. Il ministero delle Imprese ha affidato a Invimit la gestione del Fondo Real Asset e a Fondo Italiano d’Investimento quella del Fondo Imprese, chiudendo il percorso avviato il 27 dicembre 2023 con la legge n. 206. Il decreto attuativo era stato firmato dal Mimit insieme al ministero dell’Economia il 25 febbraio 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 maggio, oltre quattordici mesi dopo la legge. Da allora sono serviti altri quattordici mesi per completare le gare e affidare la gestione dei due veicoli. Nel frattempo la dotazione si è ridotta: fissata inizialmente in un miliardo di euro (700 milioni per il 2023, 300 milioni per l’anno successivo), è scesa a 900 milioni dopo che il decreto Milleproroghe, convertito all’inizio del 2025, ha dirottato cento milioni sul prestito ponte all’ex Ilva di Taranto. La ripartizione delle risorse riflette due logiche di intervento. Nel dettaglio, il Fondo Real Asset dispone di una dotazione di 300 milioni di euro ed è destinato agli investimenti nella componente immobiliare delle filiere strategiche nazionali. Il Fondo Imprese, con una dotazione di 600 milioni di euroe una durata di quindici anni, realizzerà invece investimenti diretti e indiretti,a condizioni di mercato, nel capitale delle imprese operanti nelle filiere strategiche, con un periodo di investimento utile fissato in cinque anni. Particolare attenzione sarà riservata all’intera catena del valore delle materie prime critiche: dall’estrazione alla lavorazione e alla trasformazione, dall’approvvigionamento alla distribuzione, fino al riciclo e al riuso. Le materie prime critiche restano il fulcro dichiarato – dall’estrazione al riciclo, passando per lavorazionee distribuzione- ma il perimetro potrà allargarsi alle «ulteriori filiere strategiche» individuate dal Comitato tecnico strategico del Mimit. «Con questo Fondo dotiamo il Paese di uno strumento stabile di politica industriale, capace di sostenere la crescita delle imprese e rafforzare le filiere strategiche, a partire da quella delle materie prime critiche, decisive per la transizione energetica e digitale e per i settori più avanzati della nostra economia», ha dichiarato il ministro Adolfo Urso. «L’obiettivo è mobilitare nuovi investimenti, mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento, ridurre le dipendenze dall’estero e consolidare la sovranità industriale dell’Italia». Lo strumento, secondo l’amministratore delegato di Invimit Stefano Scalera, «è essenziale per la crescita delle imprese strategiche italiane, combinando valorizzazione del patrimonio immobiliare e supporto all’industria nazionale. Siamo orgogliosi di poter fornire il nostro contributo ad un progetto così rilevante per il sistema Paese».